11 Dicembre 2018
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Alunni con Bisogni Educativi Speciali
I B.E.S. BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI
Insegnanti, genitori e tecnici da qualche anno sono alle prese con diverse sigle che riguardano l’apprendimento. Mentre ormai l’acronimo D.S.A. è diventato piuttosto familiare a indicare i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, dalla fine del 2012 nelle scuole italiane si inizia a parlare anche di B.E.S. dopo l’emanazione della Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica“.
Dopo questa direttiva sono seguiti altri aggiornamenti e circolari del MIUR per definire e dare indicazioni operative per identificare e intervenire a scuola con alunni con B.E.S..
 
Ma che cosa si intente con alunni con B.E.S.?
Il MIUR ha introdotto il riconoscimento degli alunni B.E.S. ovvero alunni con Bisogni Educativi Speciali poiché viene riconosciuto che “ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta” (direttiva ministeriale 27 dicembre 2012).
 
In quali casi è possibile identificare un alunno con B.E.S.?
Le situazioni in cui l’apprendimento può essere difficoltoso o complesso sono molteplici.
Il MIUR ha identificato tre sotto-categorie di alunni con B.E.S.:
 
1. alunni con disabilità, per il cui riconoscimento è necessaria la presentazione della certificazione ai sensi della legge 104/92;
 
2. alunni con disturbi evolutivi specifici, tra cui si inseriscono:
▪  D.S.A. – disturbi specifici dell’apprendimento  (per il cui riconoscimento è necessario presentare la diagnosi di D.S.A. ai sensi della legge 170/2010);
▪  deficit di linguaggio;
▪  deficit delle abilità non verbali;
▪  deficit della coordinazione motoria;
▪  ADHD – deficit di attenzione e di iperattività;
 
3. alunni con svantaggio sociale, culturale e linguistico

Chi e come identifica i casi di alunni con B.E.S.?
Nel caso in cui uno studente presenti una disabilità oppure un D.S.A. è necessario che sia presentata alla scuola la certificazione e la diagnosi.
In tutti gli altri casi sono i docenti, in modo autonomo, a proporre e a motivare l’identificazione di bisogni educativi speciali degli studenti sulla base di considerazioni didattiche e pedagogiche.
Le osservazioni degli insegnanti per l’individuazione degli alunni con B.E.S. si basa sul concetto di funzionamento educativo-apprenditivo presentato nel modello ICF (International Classification of Functioning) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
 
In che cosa consiste l’intervento didattico per gli studenti con B.E.S.?
Viene identificato un alunno con B.E.S. quando per apprendere ha bisogno di una didattica individualizzata e personalizzata.
“Strumento privilegiato è il percorso individualizzato e personalizzato, redatto in un Piano Didattico Personalizzato (PDP), che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare – secondo un’elaborazione collegiale, corresponsabile e partecipata - le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti.

La legge 170/2010 che garantisce e tutela il diritto allo studio degli studenti con D.S.A. è ispiratrice della normativa riguardante gli studenti con B.E.S..
“La legge 170/2010, a tal punto, rappresenta un punto di svolta poiché apre un diverso canale di cura educativa, concretizzando i principi di personalizzazione dei percorsi di studio enunciati nella legge 53/2003, nella prospettiva della “presa in carico” dell’alunno con BES da parte di ciascun docente curricolare e di tutto il team di docenti coinvolto.” (Direttiva Ministeriale BES – 27 dic 2013)
L´individuazione della presenza di alunni in situazione di BES, e la scelta di un intervento didattico specifico, non può quindi avvenire se non dopo una rilevazione dell´esistenza di difficoltà nelle attività scolastiche, a cui segue un´osservazione sistematica per raccogliere dati oggettivi e stabili, vagliata attraverso un confronto tra adulti ed integrata con una valutazione degli elementi contestuali che possono essere concausa delle difficoltà, ovvero mitigarle o accentuarle. L’osservazione è sempre a sostegno, all’interno di un approccio educativo, dell’assunzione di precise scelte pedagogiche che comportano l’individuazione degli aspetti su cui porre maggiore attenzione e la definizione degli obiettivi e delle strategie da attuare con le singole situazioni. A tal proposito possono essere utili agili schede di osservazione, da utilizzare in modo condiviso dal team docenti/consigli di classe.

Procedura di individuazione delle situazioni di BES
A titolo di esempio, si riporta uno schema di una possibile procedura di individuazione dei BES, ricavata da una lettura attenta della Direttiva e della successiva circolare.

CONSIGLIO DI CLASSE

Come si vede, la novità sta nel fatto che in presenza di BES non rientranti nelle categorie della disabilità e dei disturbi evolutivi specifici (e quindi “non certificati”) si può giungere alla definizione di un PDP, con le ulteriori precisazioni della recente nota MIUR n. 2563 del 22.11.2013, cui si rimanda.

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